Invito ecumenico
Basilica di San Paolo fuori le Mura
2007



Mercoledì 27 giugno alle ore 18.00
Vespro ecumenico dei Santi Pietro e Paolo
con le comunità ortodosse, luterana e anglicana di Roma



Venerdì 29 giugno alle ore 20.00
Processione delle Catene di San Paolo
inizia davanti all'entrata principale della Basilica


La Catena di San Paolo

La presenza della Catena di San Paolo nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, sulla via Ostiense a Roma, è attestata fin dalla se-conda metà del 4° secolo.

San Giovanni Crisostomo († 407) esprime il desiderio di unirsi agli innumerevoli pellegrini che si recano a Roma per baciare con devozione le catene che avevano legato l'a-postolo Paolo (cfr. Migne, PG LXII,57 e PG LX, 678).

Di tale "reliquia" parla anche San Leone Magno († 461), mentre San Gregorio Magno († 604), scrivendo all'Imperatrice Pulcheria, narra che "si era soliti dare in dono la limatura della venerata catena ai devoti, anche se alcune volte aacadeva che inutilmente il sacerdote s'affaticava a menar su e giù la lima, poiché il ferro non si lasciava intaccare" (cfr. Migne, PL LXXVII, 704.)

In un inventario della sagrestia della Basilica del 169 è scritto: "Statua di argento di San Paolo con la catena con la quale fu legato di tredici anelli". Oggi ne rimangono nove, a forma di "otto" - di cm 6,5 circa ognuno - uniti fra loro a formare un cerchio.

Tradizionalmente la "reliquia" era esposta alla devozione dei fedeli il 25 gennaio (festa della Conversione di San Paolo) e il 30 giugno (già commemorazione di San Paolo).

Inoltre, nel giorno della stazione quaresimale (feria quarta in traditione symboli) veniva portata in processione per le navate della Basilica.

Attualmente essa viene portata in processione per le strade del quartiere il 29 giugno con grande devozione dei fedeli.

Il ricco simbolismo delle catene è testimoniato dalle citazioni di alcune espressioni ricavate dalle lettere di San Paolo e scritte sul reliquiario:

Ut vincula mea manifesta fierent in Christo in omni praetorio - et in caeteris omnibus (Fil 1,13)
e
Ego Paulus vinctus Christo Iesu (Ef 3,1).

La Catena di San Paolo, simbolo fisico della sua prigionia, ci ricorda il valore della sofferenza accettata gioiosamente in unione a Cristo, l'amore che lega l'Apostolo delle genti al suo Maestro e i vincoli di carità che possono unire quanti riconoscono come Signore il Cristo morto e risorto.
La Catena dellunità

Una lapide, posata nell'Anno Santo 1975 a circa trecento metri dalla Basilica di San Paolo fuo-ri le Mura, verso la Piramide, tra gli odierni numeri civici 106 e 108 della Via Ostiense, ricorda il luogo dove secondo la tradizione avvenne l'ultimo fraterno saluto tra Pietro e Paolo, separati, per essere avviati al martirio.



San Pietro fu condotto nell'antico circo di Caligola e Nerone, ora Piazza San Pietro, per esservi crocefisso, San Paolo "ad aquas salvias", nell'attuale zona delle Tre Fontane, sulla Via Laurentina, dove fu decapitato.

Nella vita dei due Apostoli, ambedue un po' sanguigni, non c'era soltanto l'abbraccio, ma c'era-no anche divergenze.

Pietro lo chiama "il nostro carissimo fratello Paolo", ma al tempo stesso dice delle sue lettere: "In esse ci sono alcune cose difficili da comprendere…" (2 Pt 3,16).

A sua volta Paolo sottolinea che non è discepolo di Pietro. Andò a Gerusalemme per consultare Pietro soltanto tre anni dopo la sua conversione, dove rimase per soli 15 giorni, e ritornò a Ge-rusalemme soltanto dopo 14 anni (Gal 1,15-2,1).

Paolo non rinuncia a controversie pubbliche con Pietro: "…quando Cefa venne ad Antiochia, mi opposi a lui a viso aperto perché evidentemente aveva torto" (Gal 2,11).

L'abbraccio sulla Via Ostiense non è stato motivato da emozioni, p.e. di fronte alla morte im-minente, né dal perfezionismo moralistico che spinge a disciplinarsi ad una tattica di riconci-liazione per guadagnarsi il cielo, ma fu un abbraccio motivato sulla fede nella risurrezione di Cristo.

Tale abbraccio manifesta un rapporto interpersonale che ha come punto di riferimento Cristo risorto. "Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone" dicono i discepoli il giorno di Pa-squa (Lc 24,34). "Sono Gesù che tu perseguiti" dice lo stesso Risorto a Saulo (26,15). Ciascuno dei due ha avuto la sua esperienza personale con Cristo risorto.

Infine Paolo, incatenato per Cristo, diventa incatenato a Cristo. La Catena, ricordo della sua prigionia, si trasforma in "reliquia" del suo legame con Cristo.


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A questo punto, cioè incatenati a Cristo risorto, tutte le controversie personali tra i credenti si sciolgono, iniziando dai discepoli, e la tradizionale processione della Catena diventa, con la partecipazione di quanti professano Cristo risorto, una processione ecumenica della Catena dell'unità, dove tutti manifestano insieme che, essendo incatenati a Cristo, sono uniti gli uni agli altri.


In questa fede i monaci Benedettini di San Paolo fuori le Mura invitano tutti Cristiani delle varie confessioni a seguire in processione la Catena quale reliquia del vincolo d'amore con il Risorto.