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UFFICIO STAMPA
ABBAZIA di San Paolo fuori le Mura

Ufficio Stampa Abbazia di San Paolo fuori le Mura
Direttore Dr. Marco Cardinali
Via Ostiense 186 - 00146 Roma
delegato.ae@abbaziasanpaolo.net






2008.11.19
"È arrivato dall'Austria l'albero di Natale per San Paolo fuori le Mura"
di Marco Cardinali


Un abete ha concluso il suo lungo viaggio in TIR dalla valle "Gailtal" nella Carinzia fino all'Abbazia di San Paolo fuori le Mura a Roma.
Pesa 8 tonnellate, è alto 25 metri, e dato in dono ai monaci benedettini, che da 1700 anni custodiscono il corpo dell'apostolo Paolo, come gioioso simbolo natalizio per festeggiare il Natale nell'Anno bimillenario della nascita dell'Apostolo Paolo.
La festa dell'illuminazione avrà luogo sabato 29 novembre alle ore 16.00 davanti alla Basilica.
Mercoledì 26 novembre dalla stessa delegazione austriaca e da rappresentanti dell'Abbazia verrà presentato in Vaticano durante l'udienza al Santo Padre Benedetto XVI, un albero più piccolo, gesto simbolico necessario non potendo presentare quello che sarà a San Paolo che è molto più grande. Non mancherà la musica della banda in costumi tradizionali di Lesachtal. Saranno presenti con il sindaco Walter Hartlieb di Kötschach-Mauthen e il vescovo Alois Schwarz della diocesi di Gurk-Klagenfurt circa 500 pellegrini austriaci e tanti pellegrini e romani che assisteranno a questo momento di festa.



2008.11.14
"Preghiera del Catholikos di Cilicia e degli Armeni nella Basilica di San Paolo fuori le Mura"
di Marco Cardinali


Questo pomeriggio Sua Santità Aram I, Catholikos di Cilicia e degli Armeni, accompagnato da S. Em. Il Cardinale Walter Kasper, con una delegazione ufficiale composta da circa 6 Arcivescovi e 2 Vescovi, è venuto in pellegrinaggio a San Paolo fuori le Mura per pregare sulla tomba dell'Apostolo Paolo.
È stato accolto dal Cardinale Arciprete Andrea Cordero Lanza di Montezemolo e dal Rev.mo Padre Abate Edmund Power.
Il Catholikos è stato invitato a presiedere i Vespri guidati dall'Abate, insieme al Cardinale Kasper, nell'abside della Basilica insieme alla comunità benedettina.
Un'occasione speciale che si inserisce nell'iniziativa dell'Abbazia per l'Anno Paolino, di celebrare ogni Venerdì in Basilica i Vespri Ecumenici, con la presenza, cioè, di altre comunità cristiane presenti in Roma o che vi giungano appositamente in questo anno bimillenario della nascita dell'Apostolo.
Durante la celebrazione dei Vespri Aram I ha parlato ai presenti con una riflessione sull'importanza e l'attualità della vita e dell'opera dell'Apostolo Paolo anche per il mondo e la Chiesa di oggi.
Il mercoledì seguente 26 novembre Aram I è stato accolto in Vaticano da Papa Benedetto XVI, davanti a circa 9.000 fedeli, durante l'udienza generale.
Il Santo Padre ha espresso particolare gratitudine per l'impegno personale del catholikos nel campo dell'ecumenismo, "specialmente nel dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e le Chiese orientali" e ha ringraziato la Chiesa armena per la sua testimonianza di "fedeltà e coraggio", auspicando il "compimento pieno dell'unità, che tutti desideriamo".



2008.10.22
"Ore 16.45, Visita del Sindaco di Tarso (Turchia) a San Paolo fuori le Mura."
di Dario Marra



Prima dei consueti Vespri delle ore 17.00, l’Abate Power, dopo essere giunto in processione all’altare nell’Abside con tutta la Comunità Monastica al completo, fa un piccolo discorso introduttivo dell’importante evento, e dà il benvenuto al Sindaco di Tarso.
<<….E’ un onore e un piacere per noi questa sera dare il benvenuto a tre ospiti particolari qui nella Basilica di San Paolo fuori le Mura. E’ presente l’Onorevole Burhanettin KOCAMAZ, il Sindaco della Città di Tarso, Turchia, il luogo di nascita del nostro San Paolo, accompagnato dalla Signora Deniz KILIÇER, Primo Consigliere dell'Ambasciata di Turchia presso la Santa Sede, infine il Sig. Mehmet CANBOLAT, Giornalista e Rappresentante di Tarso in Germania.
Sono venuti qui nella Basilica di San Paolo, in quest’Anno di Grazia, per portare della terra e dell’acqua, dal pozzo di Paolo, prese entrambe sul luogo della nascita del Santo a Tarso. Vogliono spargere questi due elementi sulla Tomba dell’Apostolo, nato a Tarso, morto e sepolto a Roma. Dunque ciò è un gesto di comunione fra di noi ed il Popolo Turco. ….>>


Successivamente l’Abate Power, con i monaci davanti e insieme ai tre ospiti della Turchia, scendono nella Confessio, davanti alla Tomba di San Paolo, poi un monaco apre la grata che cela la pietra tombale, e il Sindaco di Tarso sparge la terra e l’acqua da un’ampolla sulla sepoltura terrena di San Paolo, mentre l’Abate benedice il tutto.
Al termine la processione raggiunge di nuovo l’altare nell’Abside e il Sindaco di Tarso a sua volta fa un breve discorso, tradotto prima dal Turco all’Inglese dalla Signora Deniz KILIÇER, e l’Abate Power poi lo ripete in Italiano per tutti i presenti in Basilica :


<<….Il Sindaco farà un breve discorso di ringraziamento a noi tutti, prima di iniziare il Vespro :
Buonasera a tutti i presenti, sono venuto qui a Roma e a San Paolo poiché so che la città di cui sono Sindaco, Tarso, è la Città natale di San Paolo.
Ho portato dalla Casa di Paolo della terra e dal Pozzo di Paolo dell’acqua proprio per offrirli alla Sua Tomba qui a Roma, per potergli dare, metaforicamente, una “nuova vita”.
Tarso è una città importante, è un centro che collega ed unisce varie religioni e tradizioni.
Infatti a Tarso oggi abitano Ebrei, Cristiani e, ovviamente, anche Musulmani.
Il Profeta Daniele che appartiene agli Ebrei e l’Apostolo Paolo che appartiene ai Cristiani, sono entrambi collegati in modo particolare alla città di Tarso.
Gli abitanti di Tarso sono molto fieri ed orgogliosi, sia di Paolo che di Daniele, e li vedono entrambi come rappresentanti e simboli della Città stessa.
Sono onorato e felice di essere oggi qui con voi, in questo giorno di San Paolo.
E’ una gioia, un privilegio ed un impegno importante per me oggi poter spargere qui la terra e l’acqua di Tarso a San Paolo.
Ringrazio voi tutti per il dono della medaglia d’argento che raffigura San Paolo,
custodirò gelosamente per tutta la vita quest’oggetto di grande importanza e valore, come ricordo di questo giorno particolare.
Spero che la nostra presenza oggi qui possa dare un piccolo contributo al dialogo interreligioso e alla pace nel mondo.
Auguro a voi tutti pace, gioia e ogni cosa buona, grazie e arrivederci !....>>





2008.09.29
“Giustificazione nella Bibbia”: un simposio ecumenico ospitato nell’Abbazia di San Paolo fuori le Mura
di Marco Cardinali


Dal 2 al 5 ottobre prossimi si terrà a Roma nell’Abbazia benedettina di San Paolo fuori le Mura un simposio ecumenico internazionale dal titolo “La giustificazione nella Bibbia”. Organizzato dal Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani insieme alla Federazione Luterana Mondiale, il Consiglio Metodista Mondiale e l’Alleanza Mondiale delle Chiese Riformate.

Saranno circa 15 gli studiosi provenienti da tutto il mondo che si confronteranno sul tema presso il luogo dove riposano le spoglie mortali dell’Apostolo Paolo nell’anno in cui la Chiesa intera celebra il suo bimillenario della nascita.

La comunità monastica benedettina accoglie così un altro momento importante nel cammino per il dialogo ecumenico. Da poco si è infatti concluso il Colloquio ecumenico internazionale paolino, giunto al 40° anno, che ha visto studiosi da tutto il mondo confrontarsi sul tema dell’unità in Paolo.

Per i lettori di Zenit abbiamo raccolto alcune considerazioni sull’iniziativa del Padre Abate di San Paolo fuori le Mura, dom Edmund Power: “Come comunità monastica siamo onorati di poter ospitare questo simposio e partecipare così all’attività in favore della promozione dell’unità dei cristiani, attività così importante per la Chiesa e così cara a Papa Benedetto XVI. La nostra Abbazia benedettina si impegna proprio su mandato del Papa a favore del dialogo ecumenico non solo con la preghiera quotidiana, ma anche con incontri e iniziative culturali di alto livello come questa. Siamo onorati anche per il fatto che l’indicazione dell’abbazia di San Paolo come luogo di incontro è stata suggerita da uno studioso Luterano che conosce la nostra attività a livello ecumenico. L’ospitalità, poi, che è un sacro dovere umano è particolarmente sottolineata nella Regola di San Benedetto e potrei dire che il nostro servizio ecumenico nasce in maniera naturale dalla spiritualità benedettina. La cornice temporale dell’incontro è poi l’anno paolino e credo che sia provvidenziale confrontarsi sulla “giustificazione” nel luogo dove si vive la memoria dell’Apostolo Paolo, vista la centralità del tema nel suo pensiero”.









2008.09.26
Si avvia a conclusione il Congresso mondiale degli Abati a Roma. Intervista all’Abate di San Paolo fuori le Mura, dom Edmund Power.
di Marco Cardinali


Si conclude domani mattina a Roma, il Congresso mondiale dei circa 300 Abati della Confederazione benedettina che dal 18 settembre sono riuniti a confronto nella sede primaziale di Sant’Anselmo sull’Aventino. Tra le peculiarità di questo Congresso che avviene ogni quattro anni è la sua celebrazione nell’anno paolino e l’elezione del nuovo Abate Primate. Gli Abati in congresso hanno rieletto ieri pomeriggio dom Notker Wolf, che, dunque, continua il suo servizio alla chiesa e alla Confederazione benedettina, come Abate Primate. All’inizio del Congresso gli Abati hanno incontrato il Santo Padre Benedetto XVI in una udienza a loro riservata nella sua residenza estiva di Castel Gandolfo e il giorno seguente con la celebrazione solenne dei Vespri insieme alla comunità monastica benedettina di San Paolo fuori le Mura hanno affidato i loro lavori a San Paolo, nella basilica a lui dedicata. Per i lettori di Zenit abbiamo raccolto alcune considerazioni sul Congresso e sull’anno paolino, in una intervista all’Abate di San Paolo fuori le Mura il benedettino dom Edmund Power.

Padre Abate, di cosa avete parlato in questi giorni di Congresso? Durante lo scorso Congresso del 2004 abbiamo parlato della globalizzazione come sfida e opportunità per i benedettini del nostro tempo. Quest’anno non è stato scelto un tema specifico. Abbiamo voluto incontrarci per poter meglio conoscere le varie problematiche e ricchezze delle comunità monastiche in tutto il mondo. Abbiamo avuto resoconti, ad esempio, sulle attività dei circa 257 monasteri indipendenti che fanno parte della Confederazione benedettina, con una rappresentanza delle monache e suore benedettine. Abbiamo cercato insieme soluzioni di aiuto per i monasteri più poveri o che si trovano in zone critiche del pianeta, ma abbiamo parlato anche di dialogo ecumenico e interreligioso con rappresentanti di altre confessioni cristiane. Un altro tema privilegiato è stato quello dell’educazione e testimonianza benedettina, cioè, quello che nel mondo di oggi il monachesimo può ancora dire anche tramite le sue strutture educative. La nostra vita monastica, infatti, seppure con attività apostoliche, ha un fondo e una sorgente: la spiritualità contemplativa che ogni monaco e monaca esprime nel modo proprio alla sua comunità. Potrei dire che il nostro carisma è “essere” invece che “fare”, anche se questo essere si esplicita poi nel fare e tutto ciò si deve esprimere nel vivere in maniera intensa in Cristo.

Quindi se questo è il carisma è anche una grande sfida nel nostro mondo contemporaneo. Ultimamente si sente dire che alcune congregazioni religiose hanno perso il senso della vita comunitaria, perché troppo coinvolti nell’attività apostolica. Quest’ultima è certamente buona, ma c’è il rischio di esserne totalmente assorbiti. Basti guardare la preghiera comune, ridotta al minimo o ai pasti che si consumano da soli a causa dei impegni, che si sono moltiplicati, oggi anche a causa della diminuzione di sacerdoti e religiosi. Per noi benedettini vivere insieme, con tutte le sue implicazioni, è un modo fondamentale di vivere in Cristo. Vivere insieme non è facile, anzi direi che è in qualche modo diventa un perdere se stessi, nella consapevolezza, però, di abbracciare la croce al servizio degli altri. Non siamo certamente migliori degli altri per questo, ma è proprio questo il carisma monastico benedettino.

Quanto sono utili, Padre abate, questi congressi che vi vedono impegnati ogni quattro anni? Sono due settimane di confronto che per alcuni potrebbe apparire un periodo troppo lungo, o per altri troppo breve, ma è importante che ogni quattro anni ci si incontri per conoscerci meglio e confrontarci su alcune tematiche comuni. Il nostro sistema benedettino non è come avviene per altri Ordini dipendenti, cioè, da una organismo o gerarchia centralizzata. Ogni monastero benedettino, infatti, è indipendente e il fatto di incontrarci, a scadenze regolari, aiuta tutti noi a sottolineare l’universalità della vita benedettina. Ci incontriamo, ci confrontiamo e veniamo a conoscenza delle difficoltà che altri monasteri lontani incontrano. Questo è importante anche per conoscere i diversi usi o tradizioni. Un monastero in Germania, infatti, è certamente diverso da uno in Argentina o in Vietnam. Diventa anche per noi un modo tangibile di vedere realizzato ciò che dice San Paolo, che Cristo è di tutti, che in Lui non esiste più né greco, né giudeo. C’è da ricordare anche che, al di là di questi incontri, abbiamo una base a Roma, che è il Collegio e l’Ateneo di Sant’Anselmo gestito dalla Confederazione benedettina, che in tutto il resto del tempo, diventa un’attualizzare la comunione seppure nella diversità di nazioni o tradizioni.

Ieri avete eletto l’Abate Primate, che è un po’ colui che coordina la Confederazione benedettina, e avete riconfermato l’Abate Notker Wolf, al suo secondo mandato. Una scelta in favore della continuità? L’Abate Notker Wolf fu eletto nel 2000 durante il grande giubileo ed è stato riconfermato per altri quattro anni nell’anno del bimillenario paolino! La continuità è una cosa buona quando è possibile e in questo caso lo è stato. Tutto il congresso è, infatti, soddisfatto del lavoro svolto dall’Abate Notker Wolf, che racchiude in sé tante qualità: parla tante lingue, ha una spiccata capacità di comunicare e poi è un grande viaggiatore, un po’ come San Paolo e lo fa con gioia ed impegno. Siamo contenti, dunque di aver riconfermato lui in questo servizio che implica anche un grande dispendio di energie.

Padre Abate i monaci benedettini da circa 1300 anni custodiscono il luogo della sepoltura dell’Apostolo Paolo e ne curano la liturgia. Cosa state facendo di particolare in questo anno bimillenario paolino? E’ una domanda che mi viene posta più volte da tante parti, specie all’estero. Tutti immaginano grandi celebrazioni ogni giorno ma il nostro stile monastico è un po’ diverso. Come benedettini diamo molta importanza alla fedeltà nella quotidianità. Certamente c’è un grande afflusso di pellegrini in basilica e il nostro servizio di penitenzieri nella confessioni assorbe ancora più tempo. Ci sono certamente celebrazioni specifiche solenni e particolari, quali ad esempio il Vespro Ecumenico che si celebra ogni venerdì alle ore 18.00, in cui c’è anche la partecipazioni di fedeli di varie denominazioni cristiane che vivono a Roma, durante il quale i monaci tengono una riflessione su San Paolo. E’ un momento di preghiera che possiamo vivere al termine della giornata, un momento tranquillo per meditare su quanto l’apostolo Paolo ci dice ancora oggi tramite il suo messaggio così profondo ed attuale e la lettura specifica paolina scelta per quel giorno. Vogliamo vivere questo anno non come un grande momento o una serie di eventi straordinari, ma come un tempo di crescita spirituale. Credo, infatti che la vita spirituale sia un processo. Ci sono momenti che sono importanti, ma lo è ancora di più l’incarnare il mistero nella quotidianità e nella fedeltà. E’ questo lo stile monastico che proponiamo anche ai pellegrini in basilica.




2008.09.19
Vescovi e Abati da tutto il mondo per pregare sulla tomba di Paolo
di Marco Cardinali


Domenica 21 settembre nella Basilica di San Paolo fuori le Mura alle ore 17.00 si celebreranno i vespri solenni attorno alla tomba dell'Apostolo Paolo presieduti dall'Abate Primate dei Benedettini, dom Nokter Wolf, con la partecipazione di Pastori della Chiesa cattolica provenienti da ogni parte del mondo.

Con la comunità benedettina, infatti, parteciperanno alla liturgia vespertina, oltre 300 Abati e 108 "neo" Vescovi guidati dal Prefetto della Congregazione per i Vescovi, il Cardinale Giovanni Battista Re e il Segretario della stessa Congregazione, monsignor Francesco Monterisi.

I Vescovi sono quelli eletti nell'ultimo anno, radunati a Roma per un corso di orientamento organizzato dalla Congregazione vaticana a cui fanno capo. Gli Abati sono i rappresentanti di tutti i monasteri della Confederazione Benedettina giunti a Roma per il loro Congresso, che inizia domani 18 settembre e che si tiene a cadenza quadriennale.

L'Abate di San Paolo fuori le Mura, dom Edmund Power, O.S.B., ha dichiarato a ZENIT che "questa occasione è un momento di grazia perché vede radunati attorno alla tomba dell'Apostolo delle Genti, che è stato un grande mistico e un grande evangelizzatore, tanti pastori della Chiesa universale, i quali simboleggiano, con il loro peculiare servizio, proprio questi due aspetti caratteristici dell'apostolato e della missione stessa della Chiesa: quello contemplativo e quello attivo".

Gli Abati benedettini in congresso affideranno a San Paolo anche l'elezione dell'Abate Primate, figura che presiede su tutti i monaci che nel mondo fanno capo alla Confederazione Benedettina. L'attuale Abate Primate, infatti, dom Notker Wolf, giunge alla scadenza del suo primo mandato durato otto anni, rinnovabile.

I vespri a San Paolo saranno per gli Abati il culmine di un fine settimana intenso: il Santo Padre Benedetto XVI, infatti, li ha incontrati sabato 20 settembre in udienza nella sua residenza estiva di Castel Gandolfo.



2008.09.06
Colloquio Paolino 2008
di Marco Cardinali

Il Colloquio internazionale di studi sull'Apostolo Paolo giunge al 40° anno di vita
Dal 9 al 13 settembre presso l'Abbazia di San Paolo fuori le Mura si svolgerà il Colloquio Paolino 2008. L'antica abbazia benedettina alla cui custodia e preghiera liturgica è affidata la cura della Tomba dell'Apostolo Paolo, è giunta al 40° anno di organizzazione del Colloquio iniziato, appunto, nel 1968, con cadenza biennale.

Nell'Abbazia
Esperti di fama internazionale, provenienti da diversi paesi e diverse tradizioni cristiane, studiosi degli scritti di Paolo si raduneranno nell'Abbazia per un tempo proficuo di studi sullo speciale tema dell'anno celebrativo paolino: " L'Unità della Chiesa in Paolo".

Gli Esperti rispondono all'invito dei Monaci
Questo impegno culturale dei Monaci Benedettini di San Paolo si inserisce in una solida tradizione di lavoro in favore dell'ecumenismo, compito loro ulteriormente affidato e con nuovo vigore direttamente da Papa Benedetto XVI.

Abate Edmund Power
Il P. Edmund Power, Abate di San Paolo fuori le Mura, ha sottolineato come il Colloquio Paolino assuma un tono tutto particolare in questo anno del bimillenario della nascita dell'Apostolo delle Genti, un'occasione per approfondire a vari livelli il ricco messaggio di Paolo, tanto antico e sempre nuovo per ciascuno di noi oggi. "Il Colloquio - ha detto - è un mezzo privilegiato per unirsi al lavoro infaticabile di Papa Benedetto XVI a favore dell'ecumenismo".

Visita ai recenti scavi archeologici
Durante il Colloquio gli studiosi potranno visitare anche i luoghi di interesse archeologico a Roma e in particolare nella Basilica di San Paolo in cui, grazie a recenti scavi archeologici conclusi dopo l'ultimo Colloquio paolino, sono rese visibili parte del sarcofago marmoreo, tomba dell'Apostolo e l'abside costantiniana dell'antica basilica.

"Vespro Ecumenico" dei Monaci Benedettini
Venerdì 12 settembre i Convegnisti con il loro presidente di turno per quest'anno il Prof. Jaques Schlosser, da Strasburgo, parteciperanno insieme ai Monaci benedettini di San Paolo fuori le Mura al "Vespro Ecumenico" in Basilica, che si celebra ogni venerdì, durante il quale uno degli esperti terrà una riflessione conclusiva sul tema del Convegno. Sui lavori esegetici del Colloquio seguirà la pubblicazione degli Atti.